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UOMINI CHE AMANO LE PIANTE

Storie di scienziati del mondo vegetale

 di Stefano Mancuso

 

Giunti Editore, Milano 2014, www.giunti.it

 

144 pagine, 14,00 € 

 

 

Chi c’è nel Pantheon della floricoltura italiana e non solo? Raramente questo mondo, che esprime livelli di eccellenza internazionalmente riconosciuti, si sofferma sulle proprie radici storiche. Lo spirito pragmatico dei suoi protagonisti impedisce talvolta di fermarsi e fare memoria di quanti hanno codificato basi scientifiche, indagini, ricerche che stanno in qualche modo dietro al tumultuoso movimento di vivai e serre.

Stefano Mancuso, studioso dell’Università di Firenze e illustre georgofilo noto per le sue ricerche in neurobiologia delle piante, si è invece preso la briga di ricordare un po’ di padri nobili della botanica e dell’ortofloricoltura pubblicando per l’editore Giunti, una deliziosa galleria di scienziati cui dobbiamo essere tributari. Alcuni uomini, quasi sconosciuti al grande pubblico malgrado le fondamentali ricerche, altri noti, a volte molto noti, ma dei quali ignoravamo certi studi fra piante e fiori.

Del grande Leonardo, per esempio, pochi conoscono gli studi sulla disposizione delle foglie per catturare la luce solare mentre, del padre dell’evoluzionismo, Charles Darwin, non molti ricordano l’osservazione dell’orchidea malgascia, impollinata da una sola farfalla dalla lunga proboscide. E se tutti, ricordiamo d’aver visto il bellissimo Aro Titano, l’enorme fiore di oltre tre metri, pochi rammentano che se ne deve la scoperta, nella lontana isola di Sumatra, a Odoardo Beccari, grande botanico fiorentino dell’800.

Quello di Mancuso è un piacevole viaggio nell’amore verso le piante di alcuni, grandi, uomini accumunati, scrive, dalla loro capacità di «osservare con rispetto, oserei dire con amore, indagare e capire, è ciò che ogni buon naturalista dovrebbe imparare a fare, con tenacia e determinazione».

Mancuso, che l’autorevole New Yorker ha incluso tra i “world changers”, ossia fra quanti stanno cambiando in qualche modo questo mondo, parla anche un po’ di se stesso. In una nuova, futura, edizione di Uomini che amano le piante, ci sarà certo anche lui con le sue ricerche. Nel frattempo speriamo che la floricoltura abbia trovato il tempo di farsi una cultura. Storica.

[Tratto da "Il Floricultore", n. 5-6, Maggio-Giugno 2015]

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