NOTE PERSONALI - In ricordo di Giacomo Bruni
Conosciuto da tutti come “Giacomino”, è stato fondatore di Raites e Ortobello e agente esclusivo di diverse realtà florovivaistiche. Ospitiamo una sentita memoria del giornalista Arturo Croci, che ne è stato amico e con lui ha condiviso momenti importanti

Giacomo Bruni, conosciuto da tutti come “Giacomino”, classe 1946, ci ha lasciati il 5 Febbraio 2026. Figlio di un noto commerciante di sementi di Cantù (CO), Giacomo si diplomò all’Istituto Tecnico Gallio di quella città nel 1968. Iniziò la sua carriera fondando, sempre a Cantù, in via al Monte, la Raites (Rappresentanze Italiane ed Estere), un’impresa specializzata nella commercializzazione di articoli per fioristi e floricoltori.
Negli stessi anni avviò una lunga e proficua collaborazione con Kapiteyn, rinomata azienda olandese leader nel settore, che durò fino alla sua scomparsa. Successivamente, dopo la fondazione di Ortobello, Giacomino continuò per anni la partnership con Magnani Sementi, per poi diventare agente esclusivo per l’Italia di Hamiplant e di diverse altre realtà florovivaistiche, tra cui la Royal Seeds Srl.
Riassumere in poche righe la vita di Giacomo mi è estremamente difficile, poiché le nostre esistenze si sono incrociate a lungo. Dopo essermi diplomato alla Scuola di Minoprio nel 1970, iniziai a lavorare come tecnico floricolo presso la sua Raites. Dunque, fu grazie a lui che entrai nel mondo del florovivaismo. Sempre grazie a Giacomo conobbi Virginia, che in seguito divenne mia moglie. Con lui feci il mio primo viaggio in Olanda, dove dormimmo insieme su un barcone al Martin Luther King Center, in un canale di Amsterdam.
Dopo il servizio militare, la mia vita prese una direzione diversa, culminando nella fondazione di Ace International e nella pubblicazione di Flortecnica. Nonostante ciò, non persi mai i contatti con Giacomo: ci sentivamo spesso, scambiandoci opinioni e aggiornamenti sul settore. Lo vidi per l’ultima volta lo scorso novembre, all’inaugurazione della nuova serra della Floricoltura Pironi. Ci scambiammo poi gli auguri di Natale: io stavo uscendo da una difficile esperienza ospedaliera, lui combatteva contro un terribile male. Giacomo era dimagrito, ma sembrava che la situazione si fosse stabilizzata.
Entrambi sognavamo una casa in montagna, nelle valli del Piacentino: io la mia, lui la sua... Grazie, Giacomo. E viva la vita!
Arturo Croci
La Direzione e la Redazione de Il Floricultore – unitamente ad Arturo Croci, a tutti gli amici lettori e ai colleghi del settore florovivaistico – porgono
le più sentite condoglianze al figlio Federico, alle sorelle e a tutti i familiari.