Nippon Tree porta il giardino giapponese tradizionale da Como all’Alto Adige

Un celebre ristorante nei pressi di Merano ha pensato di includere un dehor a tema nell’esperienza offerta alla clientela e si è rivolto al principale importatore europeo di Macrobonsai

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Dal 2019 Postal, paese a qualche chilometro a sud di Merano (BZ), è diventato meta degli amanti della pregiata carne giapponese Wagyu e Kobe. Merito di Aomi, ristorante di ispirazione nipponica unico nel suo genere in Alto Adige. Recentemente il proprietario – consapevole che l’introduzione periodica di novità è necessaria anche per gli esercizi di maggior successo – ha voluto trasformare il cortile interno del locale in un dehor con giardino tradizionale giapponese, così da rendere ancora più totalizzante l’esperienza offerta ai suoi clienti. Si è dunque rivolto a Nippon Tree di Anzano del Parco (CO), dal 1996 vivaio specializzato nell’importazione di Niwaki (Macrobonsai) dal Giappone.

«Nell’allestimento di Postal si trovano tutti gli elementi tradizionali», spiega la co-titolare del vivaio e sales manager Eva Forlani. «Ci sono lo tsukubai (fontana), la lanterna, le felci, le piante a sfera, il ghiaietto zen a simboleggiare il mare che lambisce l’isola di terra che forma una collina, su cui spicca una “pianta di carattere”, ovvero un bellissimo esemplare di Taxus cuspidata di circa 70 anni, adatto per quella zona in mezz’ombra».

 

ap NipponTree Postal 2 min

 

A concretizzare il giardino è stato il suo socio Aurelio De Capitani (nella foto sopra), maestro bonsaista e responsabile del vivaio, in collaborazione con maestranze locali. Dopo il calar del sole, l’illuminazione studiata ad hoc (sotto) rende l’angolo se possibile ancora più suggestivo.

 

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Francesca Trabella

Giornalista da oltre vent'anni, nel mondo del verde dalla nascita. Ho iniziato come ghost-writer per mio padre, il compianto paesaggista Emilio, per poi intraprendere la mia strada, che mi ha portato dagli studi di lingue alle rubriche di giardinaggio pratico e di psicologia per i periodici femminili, fino alle prestigiose pagine de Il Floricultore, per il quale mi metto in gioco in particolare su trend, marketing e personaggi

 

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