Pianta dell’Anno, un modello da diffondere
Nata 15 anni fa in Alto Adige, l’iniziativa che mira a scegliere una varietà da promuovere presso i consumatori finali nella stagione seguente ha fatto il suo esordio in Trentino nel 2024. E nelle altre regioni italiane?

Mario Calliari, presidente dei floricoltori trentini, e la tuffatrice Francesca Dallapè, madrina dell’iniziativa, mostrano la Petunia ‘Vista Bubblegum’
Dal 2009, ogni dodici mesi, una giuria specializzata dell’Associazione Floricoltori Altoatesini sceglie quella che per la stagione seguente avrà l’onore di portare il titolo di “Pianta dell’Anno”. «Con la scelta della Pianta dell’Anno», spiega Robert Psenner, amministratore delegato dell’azienda Psenner di Bolzano, più volte vincitrice del titolo, «l’Associazione Floricoltori Altoatesini mira a sostenere la cooperazione tra le aziende di giovani piante, i garden center e il resto della filiera».
Nel 2024 l’iniziativa è approdata anche nel vicino Trentino. «Grazie agli ottimi rapporti tra Stefan Kircher, presidente dei floricoltori altoatesini, e Mario Calliari, presidente dei floricoltori trentini (A.Flo.Vi.T)», continua Robert, «è stato possibile esportare il modello. La nostra azienda ha facilitato la collaborazione tra le due associazioni svolgendo un ruolo di mediazione».

La presentazione al Muse di Trento della Pianta dell'Anno 2025
INVESTIRE SUL DOMANI
Petunia ‘Vista Bubblegum’, la varietà premiata da A.Flo.Vi.T., prodotta proprio da Psenner, è stata presentata al pubblico e agli operatori la scorsa primavera al Museo di Scienze Naturali-Muse di Trento, madrina dell’evento è stata la tuffatrice Francesca Dallapè.
L’evento trentino, il cui schema ricalca molto da vicino quello adottato da 15 anni in Alto Adige, ha avuto un forte successo e un’ottima accoglienza già dalla sua prima edizione. «A differenza dell’Associazione Floricoltori Altoatesini», chiarisce l’A.D. di Psenner, «quella dei floricoltori trentini non incassa dai propri soci somme destinate a sostenere le azioni pubblicitarie. Per questa ragione la nostra azienda ha scelto di pagare direttamente le spese destinate alla promozione. In sostanza noi forniamo le giovani piante ai grossisti e ai floricoltori che poi coltivano il prodotto finito, ma le vendite delle piantine non bastano a rientrare dai costi che sosteniamo per la pubblicità presso le radio, sulle riviste e i canali social. Tuttavia siamo convinti che a lungo termine l’investimento ci ripagherà».

PAROLA D’ORDINE: VALORIZZARE IL PRODOTTO
Qui entra in gioco una visione che fa dell’Alto Adige un’isola felice. «Siamo imprenditori e ogni iniziativa che adottiamo ha lo scopo di aumentare la redditività dei nostri prodotti», afferma Robert Psenner. «Siamo convinti che solo valorizzando le piante si possono ottenere margini migliori. Questo spiega perché in Alto Adige si possono vendere piante a un prezzo più alto. Chi invece abbatte il prezzo per aumentare la quantità, va nella direzione opposta».
A questo punto la domanda sorge spontanea: si può esportare l’iniziativa della Pianta dell’Anno in altre regioni d’Italia? «Sì», risponde secco Psenner, «a patto però che si trovino associazioni di florovivaisti desiderose di impegnarsi in questa direzione e figure di riferimento animate dalla buona volontà, come è stato nel caso di Mario Calliari. Noi ci siamo, disponibili a confrontarci e a fornire tutta l’esperienza maturata finora».
INSIEME È MEGLIO
Intanto la Pianta dell’Anno “vola” in Europa, dove esistono condizioni più facili, basti dire che una simile iniziativa è già diffusa in Germania e in Austria. I floricoltori altoatesini e trentini stanno lavorando con quelli del Tirolo a un progetto Euregio, ossia transnazionale. Anche nel Nord Italia però la collaborazione si consolida. Robert Psenner ci anticipa che nel 2025 Alto Adige e Trentino sceglieranno comunemente un’unica “Pianta dell’Anno”. Proviamo a chiedere quale sarà, ma la risposta è ferma: «Top secret, per il momento».
[Tratto da IL FLORICULTORE, Settembre-Ottobre 2024]
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