Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie,  consulta la pagina sulla privacy.
Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all’uso dei cookie.

 

---

pdc guadagno perdo min

 

Guadagno o perdo? E quanto?

 

È questa la domanda chiave che dovrebbe porsi ogni imprenditore prima ancora di affrontare temi più complessi

 

di Franco Spinelli*

  

Lo scorso 10 novembre 2017 si è svolta a Firenze la 23° edizione del Master Spinelli & Associati, incontro dedicato alla tecnica e alla cultura d’impresa che ogni anno lo studio organizza per i propri clienti, ma che è aperto anche a tutte le aziende interessate. Il titolo di quest’anno era piuttosto evocativo: «Guadagno o Perdo? Ma Quanto? L’enigma della redditività d’impresa».

Il tema è apparentemente semplice e in effetti è, per così dire, alla base di qualsiasi ragionamento aziendale. In altre parole, è come se avessimo voluto dire agli ospiti: «Cari imprenditori, prima di addentrarvi in tematiche di ampio raggio (quali ad esempio: dinamiche produttive, di marketing, patrimoniali, finanziarie ecc.) provate a rispondere alla domanda chiave che sta al centro della vostra attività».

Sapere, infatti, se un’azienda guadagna o perde e addirittura quantificare l’eventuale utile o perdita è una questione che solamente gli incauti possono considerare di secondaria importanza. Tuttavia, più si conoscono le dinamiche aziendali e più si è consapevoli che capire l’effettiva redditività è un vero e proprio enigma! Cerchiamo di capire il motivo.

 

SOGGETTIVITA' E COMPLESSITA' DELLE VALUTAZIONI

Innanzitutto la confusione deriva da un equivoco lessicale. Ammesso che l’azienda guadagni, occorre comprendere qual è il vero utile? Quello d’esercizio? Quello civilistico (di bilancio)? Oppure quello fiscale (della dichiarazione dei redditi)? O ancora, quello gestionale? Le stesse domande si potrebbero porre in caso di perdita.

È chiaro a tutti che il risultato d’esercizio è la differenza tra ricavi e costi (non certo tra entrate e uscite!), ma poi quando viene calcolato dalle persone che gravitano intorno all’azienda (imprenditore, responsabile amministrativo, consulente ecc.), ognuno trova il proprio risultato, con la conclusione che l’utile di bilancio è diverso da quello fiscale che a sua volta è diverso da quello gestionale e così via. Ma non sarà che alla fine l’azienda in questione anziché guadagnare, perde?

Un motivo per cui è difficile capire l’effettiva redditività aziendale sta nel fatto che il calcolo del risultato d’esercizio risente necessariamente di stime e di valutazioni soggettive. In altre parole, esistono delle poste contabili che devono essere valutate. Consideriamo ad esempio il magazzino. Come si valutano le rimanenze ad inizio e a fine anno? Se assumo che nel corso dell’anno solare le rimanenze hanno subìto un incremento, considero maggiori ricavi, mentre in caso contrario considero maggiori costi. Ma è pur sempre una valutazione soggettiva, sebbene esistano delle tecniche di riferimento. Anche in questo caso il risultato cambia a seconda della prospettiva che si assume (appunto: civilistica, fiscale, gestionale ecc.).

Oppure prendiamo l’esempio della valutazione dei crediti iscritti in contabilità. Ogni azienda ha nel proprio portafoglio dei crediti cosiddetti “a rischio”. È fisiologico e lo è maggiormente oggi con le difficoltà di mercato esistenti. E allora come considero tali crediti ai fini del calcolo della redditività? Li considero perdite o faccio finta di niente? Anche in questo caso le tecniche sono di aiuto per una corretta valutazione, ma resta pur sempre una stima caratterizzata da un giudizio arbitrario.

Infine c’è un ostacolo dovuto alla complessità. Nel calcolare il risultato d’esercizio si è soliti considerare al netto delle stime soggettive solamente i ricavi ed i costi, ma non ci si pone mai il problema delle strategie future dell’azienda oggetto di analisi. Il risultato che intendo indagare, invece, da un lato dovrebbe considerare la capacità di autofinanziamento aziendale, legata alle scelte imprenditoriali che si intendono intraprendere (piani di sviluppo, investimenti ecc.), e dall’altro dovrebbe considerare la capacità di sopportare gli effetti di eventuali minacce provenienti sia dall’esterno (rischio di insoluti, calo della domanda di mercato, difficoltà sopravvenute ad accedere ai canali di finanziamento ecc.) sia dall’interno della propria azienda (problematiche produttive, organizzative, di rinnovamento prodotti, passaggio generazionale ecc.).

Occorre pertanto individuare una posta rettificativa che consideri tutte queste variabili, in funzione della strategia definita e delle caratteristiche/ciclo di vita della propria azienda. Altrimenti il risultato trovato non può che essere parziale.

 

IL MISTERO DELLA REDDITIVITA'

In conclusione, la tematica è molto più complessa di quanto si creda in apparenza e la cultura aziendale, in questo caso, più che un aiuto alla risoluzione del problema contribuisce a complicarlo. Più se ne possiede, infatti, e più si è consapevoli che non solo è complesso determinare se un’azienda guadagna o perde, ma è quasi impossibile stabilire con assoluta certezza il quanto.

E ciò dipende anche dal fatto che il reddito, a differenza del patrimonio che è una grandezza stock, è un flusso e come tale nel momento in cui si cerca di “catturarlo” è già scappato via. In questo senso potremmo dire che la vera redditività di un’azienda non esiste. Ma qui si entrerebbe nella filosofia…

 [Tratto da IL FLORICULTORE, Dicembre 2017]

 


 

* PER SAPERNE DI+

Spinelli & Associati è una società di consulenza manageriale, fondata dal dott. Franco Spinelli (consulente di management CMC, iscritto ad APCO), che opera su tutto il territorio nazionale da oltre 30 anni. La sede della società è a Firenze, in Toscana. La scelta di rimanere legati a questa regione, come base operativa, è strettamente integrata alla filosofia “fuori dal gruppo” secondo la quale i consulenti devono mantenere un punto di vista esterno che consenta loro di intervenire a più livelli nelle varie aree aziendali, mantenendo – aspetto fondamentale per tutte le attività di lucida analisi – una qualità della vita a misura d’uomo. In questo modo l’intervento esterno può essere in grado di valutare le criticità senza esserne travolto e il consulente può diventare, a tutti gli effetti, agente di cambiamento strategico. La Spinelli & Associati concorda con il cliente interventi personalizzati che possono riguardare le seguenti aree: strategia, programmazione e controllo di gestione, marketing, merger e acquisition, finanza aziendale, organizzazione, produzione, logistica, qualità e ambiente, sistemi informativi, formazione. Chi è interessato a ricevere testi specifici e ad approfondire i temi trattati negli articoli proposti sulla rivista può mettersi in contatto direttamente con l’Ufficio Studi Spinelli & Associati (referente: dott. Lapo Balli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

 

INFO 

Tel. 055 287377

www.spinelliassociati.it

PAROLA DI CONSULENTE

di Franco Spinelli

>> 

  

www.spinelliassociati.it