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benefici piante verde scuola foto credit Yuliya Evstratenko shutterstock min

 

Scuola: + piante + promossi

 

Prestazioni migliori fra gli studenti che frequentano istituti immersi nel verde

 

A godere dei benefici del verde non sono solo cuore e polmoni, ma anche il cervello. A dirlo sono qualificati studi presentati dal 24 al 26 gennaio a Milano in occasione del seminario “RespiraMI 3: Air pollution and our health” organizzato dalla Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dalla Fondazione Internazionale Menarini.

Per tre giorni esperti di tutto il mondo, tra i quali molti italiani, si sono confrontati sul tema dell’inquinamento atmosferico e sugli effetti da esso prodotto in particolare sui cittadini più fragili, come i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza e le fasce sociali disagiate. Tra gli argomenti trattati, la connessione tra inquinamento dell’aria e malattie neurodegenerative come demenza e Alzheimer.

Un’attenzione speciale è stata posta su dati recenti che dimostrano in modo convincente che vivere, lavorare e andare a scuola in aree più ricche di verde riduce la mortalità complessiva (in particolare causata da cancro e malattie cardiopolmonari) e facilita l’apprendimento dei bambini.

Quest’ultimo aspetto è stato indagato in modo particolare da Monica Guxéns, ricercatrice dell’Institute for Global Health di Barcellona (Spagna), che ha svolto una relazione intitolata: “Early life air pollution neuropsychological development and neuroimaging in children”. L’italiana Franca Rusconi dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ha invece indagato gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui bambini partendo dall’esperienza del progetto Piccolipiù.

La frequente esposizione ad alti livelli di inquinamento fin dal periodo fetale finisce per peggiorare anche le prestazioni cerebrali, aumentando il rischio di deficit cognitivi correlati all’età. Un numero crescente di studi mostra che una maggiore presenza di verde concorre a mitigare tali effetti negativi, migliorando la memoria e la capacità di attenzione.

Durante il seminario sono state esplorate le conseguenze degli inquinanti atmosferici non solo all’aperto, ma anche negli ambienti chiusi: scuole, case e uffici. Ancora una volta è emerso il ruolo fondamentale delle piante. Non tutte però. Gli specialisti hanno spiegato che gli effetti allergizzanti di alcune piante come le graminacee amplificano i rischi dell’aria avvelenata e pertanto vanno evitate. Piante anti-smog di sicuro effetto negli ambienti chiusi sono:

Ficus benjamina contro fumo, benzene e formaldeide;

Edera contro tricloroetilene e benzene;

Gerbera contro ossido di carbonio e benzopirene.

 

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