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NOTE PERSONALI - Ricordo di Edo Ansaloni

note personali Edo Ansaloni Franco Locatelli Umberto Cattaneo Battista Brambilla3 min

Anni '80, Vivai del Circeo (Sabaudia): Edo Ansaloni (in piedi a destra) con, tra gli altri, Franco Locatelli, Umberto Cattaneo e Brambilla Battista, quattro protagonisti del vivaismo del dopoguerra

 

Riceviamo e pubblichiamo volentieri queste righe che Arturo Croci, scrittore e giornalista, ha redatto per commemorare la figura del «padre dei garden center e delle piante da giardino in contenitore» scomparso lo scorso 31 Gennaio a Bologna

 

Il grande Edo si è spento a Bologna il 31 gennaio 2020, a 95 anni, dopo una vita straordinaria come uomo, padre, partigiano, fotografo e storico: dalla sua esperienza nel 2000 è stato fondato il “Museo Memoriale della Libertà” a San Lazzaro di Savena (BO). Molti organi di informazione hanno ripercorso le sue innumerevoli attività in questi giorni.

Pochi, però, ricordano che Edo è stato un pioniere indiscusso del vivaismo italiano, europeo e mondiale nonché l’ideatore del Garden Center in Europa e fra i primi nel mondo.

L’ho incontrato per la prima volta negli anni Ottanta, presso la sua azienda, la Vivai del Circeo a Sabaudia. La SCM diretta da Attilio Svanosio, con i florovivaisti lombardi capeggiati da Franco Locatelli e Umberto Cattaneo, aveva organizzato un viaggio per conoscere le aziende di Latina.

Rafforzammo la nostra amicizia in occasione della competizione fra il Flormart e il Miflor. Lui, per la sua autorevolezza, fu chiamato alla presidenza dell’Associazione Espositori Florovivaistica alle Fiere Professionali.

Solo due anni fa, però, ebbi l’occasione di ripercorrere le origini della sua attività. Patrizia Cardaci e Michele Tusi del vivaio Coplant di Canneto sull'Oglio (MN) mi proposero di tenere una relazione sui Garden Center in occasione di “Verdeggiando”, un evento ideato per celebrare i 25 anni dell’azienda.

Un po’ di storia dei centri di giardinaggio la conoscevo già, l’ho anche vissuta in prima persona dal 1966 a oggi. Tuttavia non mi era del tutto chiaro come e perché Edo Ansaloni avesse dato vita al primo Garden Center. Così chiesi a suo figlio Arturo il numero di telefono e lo chiamai. Nonostante i suoi anni, Edo rispose calorosamente e mi raccontò con incredibile precisione i particolari che lo portarono a progettare e costruire il primo punto vendita a Roma.

Mi raccontò che negli anni post-bellici la situazione politica era complicata e nella rossa Emilia-Romagna c’era anche una frangia del Partito Comunista che parlava insistentemente della ristrutturazione fondiaria. Investire in quella regione a quei tempi gli parve rischioso, quindi decise di indirizzare i suoi sforzi altrove. Acquistò un terreno a Roma, sulla via Pontina, nel 1952. L’idea iniziale era di fondare un vivaio, ma su una rivista americana lesse di un centro vendite che catturò la sua attenzione: era quello di Martin Viette a Long Island (NY). Andò a visitarlo e appena tornato in Italia chiese la licenza per aprire a sua volta un punto vendita. Nel 1958 iniziarono i lavori per il secondo lotto e nel gennaio del 1960, l’allora ministro Umberto Tupini, inaugurò ufficialmente il primo Garden Center in Europa.

A Genova e Torino in quei giorni si stava svolgendo un incontro dell’AIPH (Association Internationale des Producteurs de l’Horticulture), presente il commendatore Ermanno Sozzi, rappresentante per l’Italia. Anche lì giunse voce di questo nuovo centro e un gruppo di delegati volò a Roma per visitarlo. Sempre durante la lunga telefonata del 2018, Edo mi raccontò che il rappresentante statunitense si congratulò con lui per la brillante idea. Senza giri di parole gli rispose: «Guarda che io ho copiato da voi». Poi gli diede l’indirizzo di Martin Viette.

«Arturo, non pensare che sia stato facile, non era come oggi che c’è una moltitudine di prodotti per la vendita. Allora non c’era niente, si è dovuto inventare tutto, a partire dai vasi per le piante da giardino», mi raccontò ancora commosso.

A quei tempi le piante si vendevano in vasi di coccio, quelle da giardino in zolla o in grossi mastelli del peso di diverse centinaia di chilogrammi, chiaramente inadatti al self service. In occasione di un altro viaggio negli Stati Uniti, Edo visitò Monrovia Nursery e tornò a casa con una soluzione. Progettò una macchina per preparare le latte da usare nella coltivazione delle piante da giardino e la sua azienda divenne pioniera in questo genere di produzione. Qualche anno dopo, prendendo spunto da questa idea, Bonanomi e Spreafico, titolari della Plastecnic a Perego, in Brianza, progettarono il primo vaso in polipropilene e nel marzo del 1970 Armando Cassera fondò a Curno (BG) l’Arca per la produzione di vasi in plastica.

Negli anni Settanta, Edo aprì un Garden Center anche a Bologna e investì in altre iniziative.

Tutto il forovivaismo mondiale deve qualcosa a questo grande uomo e io sono orgoglioso di essere stato un suo amico. Sempre viva la vita, Edo. Adesso ancora di più.

Arturo Croci


 

La Direzione e la Redazione de «Il Floricultore» porgono – unitamente a quelle di tutti gli amici lettori e colleghi florovivaisti – le più sentite condoglianze ai familiari.

 


       

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