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alberi natale foto copyright pm video shutterstock.com min

 

Mini-guida per scegliere l’abete di Natale

(naturale, locale, ecosostenibile)

 

Rosso, bianco o del Caucaso? Punta tagliata, radice nuda o zolla? Locale o d'importazione? E cosa farne dopo le feste? Un vademecum per acquistare l’abete più adatto alle proprie necessità rispettando l’ambiente. Informazioni utili da trasferire al cliente finale

 

La Floricoltura Mondelli, con sedi a Montorfano e Albese, in provincia di Como, vanta un ampio assortimento di piante fiorite in vaso e piante legnose per la decorazione dei giardini, in contenitore o piena terra; tra queste ultime una buona parte è costituita dagli abeti che vengono messi in vendita nel periodo prenatalizio come punte tagliate o a radice nuda o invasati. Proprio in vista dell’imminente Festività, l’azienda ha preparato una nota pratica sull’uso degli abeti naturali che volentieri pubblichiamo.

 

BREVE STORIA DELL’ABETE DI NATALE

Nelle culture precristiane l’abete era considerato un simbolo della vita, collegato alla festività del solstizio invernale. Nella tradizione cristiana è stato associato alla nascita del fanciullo divino. Il suo impiego per la decorazione natalizia pubblica comincia attorno al XV-XVI secolo nell’Europa del nord. Nel Seicento si espande nella Germania protestante a settentrione del Reno diventando, dove viene impiegato per decorare anche la casa. Solo nell’Ottocento il suo uso si diffonde nel resto del continente, Italia compresa; nello stesso periodo iniziano le prime coltivazioni di abete rosso per questo scopo. Ma è solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che questa tradizione acquista una notevole dimensione e sfocia in un’intensa attività commerciale associata allo sviluppo della produzione delle decorazioni per l’addobbo natalizio. In Italia progressivamente sostituisce nelle case il più tradizionale presepe.

 

albero natale abeti Foto copyright floricoltura mondelli min

 

QUALE SPECIE DI ABETE?

Per l’albero di Natale viene usato principalmente il Peccio o abete rosso (Picea abies), spontaneo in Italia, con la chioma di forma conica, ramificazioni a portamento orizzontale, aghi verde scuro, di sezione quadrangolare e appuntiti. È una pianta molto vigorosa, longeva, che, in natura, arriva ad un’altezza di 50-60 metri e a circa 300 anni di età. La sua produzione avviene in vivai specializzati che offrono un prodotto di qualità a prezzi convenienti in modo da evitare che i consumatori ricorrano alla estirpazione o al taglio delle piante dei boschi.

In minore quantità vengono venduti come albero di Natale l’abete bianco e l’abete del Caucaso. Il primo (Abies alba), spontaneo in Italia, con la chioma piramidale verde blu e aghi piatti, portati ai lati e sopra i rametti, non pungenti, ornati sulla pagina inferiore da due linee biancastre parallele, arriva a un’altezza di 45 metri e vive fino a 500 anni. Il secondo (Abies nordmandiana), originario delle montagne del Mar Nero, con una chioma formata da palchi fitti e regolari, aghi piatti di colore verde scuro, arrotondati, disposti ai lati e sopra i rametti, ornati da due bande bianche sulla pagina inferiore, arriva fino a un’altezza di 70 metri ed è molto longeva.

 

PUNTA TAGLIATA, RADICE NUDA O ZOLLA?

L’abete di Natale viene commercializzato in tre diverse tipologie, come punte tagliate, piante a radici nude e o con zolla. Le punte, l’articolo più semplice ed economico, hanno una durata condizionata dal disseccamento degli aghi causato dal riscaldamento domestico, ma l’uso di appositi contenitori di supporto a riserva di acqua prolunga il suo valore estetico in casa. Le piante a radice nuda sono le più diffuse perché la durata non è compromessa dato che le radici assicurano un certo rifornimento idrico alla chioma. È l’articolo con il migliore rapporto qualità/prezzo e con un ottimo valore estetico e commerciale anche perché è quello che più si avvicina all’ideale di pianta per una decorazione temporanea.

Le piante da zolla sono quelle con la durata più prolungata e con possibilità di sopravvivere anche in seguito grazie alla conservazione, nell’espianto, di una parte delle radici assorbenti. Se trattate in modo corretto possono essere utilizzate per più anni. L’estirpazione in zolla comporta un maggiore lavoro e quindi è un articolo più caro, ma nettamente di migliore qualità; purtroppo in alcune zone la vendita di piante in zolla viene limitato dalle disposizioni fitopatologiche volte a prevenire la diffusione di parassiti pericolosi.

 

MEGLIO ABETI COLTIVATI DA UN PRODUTTORE LOCALE

Molti degli abeti venduti per le festività natalizie vengono importati dall’estero e sono soggetti a un trasporto piuttosto lungo con conseguente perdita di qualità e riduzione della loro sostenibilità.

Per questa ragione sono da preferire alberi coltivati in modo naturale localmente e con il massimo rispetto dell’ambiente. Durante la crescita l’unica lavorazione davvero necessaria è la trinciatura delle malerbe, che possono essere lasciate compostare sul posto per restituire al terreno gli elementi minerali assorbiti. La produzione naturale delle piante riduce fortemente le emissioni di CO2 dovute all’apporto di concimi e fitofarmaci, alla combustione di carburanti per le macchine operatrici, alla degradazione della sostanza organica e al lungo trasporto. Un vivaio di piante ornamentali in piena terra emette una quantità molto ridotta di gas serra, pari a circa 0,5 kg per metro quadrato l’anno, e gli alberi coltivati al suo interno rilasciano una quantità di ossigeno per ettaro sufficiente alla vita di 39 persone.

 

albero natale vaso foto copyright De Repente shutterstock.com min

 

NATURALE È PIÙ ECO DI ARTIFICIALE

Negli ultimi decenni sul mercato sono comparsi gli abeti artificiali in materiale metallico e plastico, che hanno progressivamente conquistato quote di mercato grazie alla loro facilità di impiego e di conservazione. Però un albero artificiale alto 2 metri ha una impronta carbonica pari a 40 kg di CO2, mentre uno naturale di pari altezza se viene avviato alla discarca emette circa la metà di gas a effetto serra e se viene cippato o compostato ne emette meno di un decimo. Quindi, se si vuole rispettare l’ambiente, l’abete naturale rimane la scelta obbligata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 


 

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