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fondazione mach drosophila Suzukii min

 

Fondazione Mach: il punto delle ricerche

contro le principali fitopatie dei piccoli frutti / 3

 

Al centro della giornata tecnica promossa dal Centro Trasferimento Tecnologico il problema Drosophila suzukii e le relative prove di controllo con metodi biologici

 

Durante il Focus svoltosi lo scorso 13 marzo a San Michele all’Adige (TN) grande attenzione è stata riservata al tema Drosophila suzukii e alle relative prove di controllo con metodi biologici, che sembrano dare buoni risultati. In particolare, i rilasci negli appezzamenti sperimentali di parassitoidi locali stanno fornendo un importante contributo per la gestione del moscerino dei piccoli frutti, accanto al metodo delle reti anti-insetto ormai ampiamente consolidato.

 

Comportamento di Drosophila suzukii in Trentino nel 2017 e prove di controllo con metodi alternativi su ciliegio. Angela Gottardello ha spiegato che l’andamento climatico altalenante del 2017 (caratterizzato da rigide temperature e bassa umidità nel mese di gennaio, temperature superiori alla media stagionale a fine inverno, gelate a fine aprile, elevate temperature a luglio, grandinate e trombe d’aria estive) e alle pratiche di controllo messe in atto dai produttori negli impianti di piccoli frutti e ciliegio hanno determinato una sensibile flessione del grado di infestazione di Drosophila Suzukii. I ricercatori hanno presentato due attività sperimentali che avevano l’obiettivo di verificare l’efficacia di tecniche alternative quali l’attract and kill ed il controllo biologico. I risultati di una prova condotta in un vasto areale (25 ettari circa) coltivato a ciliegio nel conoide di Susà, dove è stata valutata l’efficacia su ciliegio di un formulato per la tecnica dell’attract and kill, hanno evidenziato una scarsa efficacia nel controllo dell’infestazione su ciliegie.

 

Controllo biologico di Drosophila suzukii in ciliegeti della valle dell’Adige tramite rilasci inondativi di Trichopria drosophilae. Gianfranco Anfora ha spiegato che tra marzo e aprile 2017 in quattro appezzamenti a sud di Trento, ciascuno di 25-30 ettari, è stata realizzata una prova di controllo biologico. L’obbiettivo è stato quello di effettuare dei rilasci precoci di parassitoide Trichopria drosophilae (Hymenoptera Diapriidae), al fine di colpire la prima generazione di D. suzukii dell’anno, anticipando l’entrata in produzione del ciliegio. Dei quattro appezzamenti selezionati, due sono stati utilizzati come trattati, effettuando i rilasci del parassitoide, e due come testimoni. Negli appezzamenti trattati sono stati rilasciati nel corso di sette settimane un totale di 200.000 parassitoidi, corrispondenti a 0,3 parassitoidi/mq.

Durante l’intera durata della sperimentazione la presenza di D. suzukii è stata monitorata con trappole Drosotrap® (Biobest, Belgio) innescate con un attrattivo alimentare a base di aceto di mele (Droskidrink®), mentre la presenza dei parassitoidi è stata monitorata utilizzando le trappole sentinella descritte nella fase 2. Durante l’intero periodo di produzione, le ciliegie sono state campionate settimanalmente dagli appezzamenti trattati e di controllo. I campioni di frutta sono stati prelevati sia dalla pianta, per valutare l’entità dell’infestazione, che dal terreno per verificare il grado di parassitizzazione.

I risultati hanno evidenziato una significativa riduzione dell’infestazione negli appezzamenti trattati rispetto a quelli di controllo. L’esito positivo della sperimentazione suggerisce quindi un utilizzo di T. drosophilae a livello comprensoriale, coinvolgendo le cooperative dei produttori che a loro volta dovrebbero diffondere le linee guida per il corretto impiego del parassitoide.

 

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Impiego di Trichopria drosophilae per il contenimento delle popolazioni di Drosophila suzukii in Veneto. Lorenzo Tonina dell’Università degli Studi di Padova ha spiegato che la necessità di contenere le popolazioni di Drosophila suzukii (Matsumura) ha suscitato negli ultimi tempi l’interesse nel campo della lotta biologica. Sono stati testati numerosi nemici naturali in grado di controllare il carpofago, tra questi Trichopria drosophilae (Perkins) (Hym. Diapriidae) è risultato il più promettente. Il progetto “Impiego di Trichopria drosophilae per il contenimento delle popolazioni di Drosophila suzukii in Veneto” finanziato dalla Regione Veneto ha puntato ad aumentare le popolazioni naturali della specie nativa T. drosophilae attraverso la liberazione mirata e capillare nel tempo del parassitoide, nelle aree non soggette a lotta chimica in prossimità di zone coltivate a ciliegio e vite con lo scopo di contenere le popolazioni di D. suzukii.

 

Indagine sulla suscettibilità di popolazioni di Drosophila suzukii ai principali insetticidi utilizzati nella difesa. Stefano Civolani dell’Università di Ferrara ha spiegato che a distanza di dieci anni dalle prime segnalazioni di infestazione nei ceraseti, le strategie di controllo chimico di D. suzukii sono state migliorate in modo significativo con test in campo e di laboratorio ininterrotti. I prodotti testati e utilizzati negli anni appartengono per lo più alle famiglie di piretroidi, esteri fosforici oltre agli insetticidi di più recente introduzione appartenenti alle famiglie dei spinosoidi e diamidi. Le esperienze degli ultimi anni dicono che, in condizioni di alta densità di popolazione, l’unica possibilità di limitare gli attacchi di D. suzukii è integrare con altri approcci non chimici, ricordando infatti come siano cruciali le pratiche agronomiche “sanitarie” e l’utilizzo delle reti.

 

PER SAPERNE DI+

Fondazione Edmund Mach

Tel. 0461 615126 

www.fmach.it

 

 


 

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